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Premessa: Ogni comunità è definita non solo da quegli eventi che hanno favorito un particolare sviluppo economico, determinando specifiche stratificazioni e relazioni sociali, ma anche dalla vita che tutti i giorni le singole persone consumano all’interno della famiglia, nel legame con il territorio circostante e nelle relazioni sociali, cioè da quei minuscoli fatti che in quell’orizzonte più vasto si svolgono e che lo storico francese Fernand Braudel ha chiamato la “vita materiale”.
Volgere lo sguardo alla storia quotidiana non è un futile esercizio di folclore, ma un modo per comprendere come una comunità è diventata ciò che è, affinché possa essa stessa riconoscere la sua particolare identità e da questa consapevolezza riconoscere il proprio presente ed il proprio futuro.
Finalità: Il filo intrecciato delle molteplici storie di uomini e donne – il loro affaticarsi sul lavoro, le abitudini alimentari che segnano un preciso legame con le risorse a disposizione e che indicano lo sviluppo degli scambi, ma anche il riposo, le feste e il mondo dell’infanzia – sono alcuni dei momenti che tessono la trama della memoria.
E la memoria è il presente della Storia, il senso condiviso (anche se non più consapevole o addirittura dimenticato) di ogni comunità. Anzi: è quanto di più intimo la costituisce. Recuperare le esperienze di vita è la maniera in cui la comunità può rimpossessarsi del proprio passato, che è una parte importante di sé, saper leggere il presente con le sue peculiarità e progettarsi verso un futuro “umanamente” sostenibile.
Dare voce ai testimoni di un passato recente che pare ormai molto lontano ha un’importanza “terapeutica” per chi racconta e per l’intera comunità:
- permette, a ciascuno e a tutti, di riappropriarsi del senso della propria evoluzione;
- valorizza gli anziani e la loro esperienza di vita rendendoli veicolo di trasmissione culturale e protagonisti di una comunicazione fra le generazioni nel progetto di costruzione di un tempo comune;
- aiuta a superare la distanza fra i giovani e la conoscenza del territorio.
Inoltre, ffrire ai testimoni di esprimersi con le “loro parole” è anche un’opportunità per mantenere in vita il dialetto, concordando con lo scrittore Luigi Meneghello che afferma che “morendo una lingua non muoiono certe alternative per dire le cose, ma muoiono certe cose”.
Metodo di lavoro e obiettivi specifici: Il progetto prevede un primo tempo di letture di brani letterari che abbiano riferimenti con il territorio e con le esperienze vissute nella loro infanzia dagli anziani stessi, e una fase di condivisione dei ricordi.
Successivamente si effettueranno interviste strutturate agli anziani che daranno la propria disponibilità. Le interviste saranno raccolte suddivise per argomenti e riunite in un cd audio, che, rispetto al libro, meno tradisce l’oralità del racconto. Una manifestazione pubblica concluderà il progetto.
La durata dell’intero progetto è di circa 6 mesi.
Se si riscontrasse la disponibilità, è ipotizzabile la realizzazione di un evento teatrale che coinvolga gli stessi anziani e altre realtà del territorio. Il costo di questa eventuale produzione è di Euro 1.350,00, IVA esclusa.
Altre eventuali produzioni (incontri con le scuole, letture realizzate dagli stessi anziani, …) potranno essere concretizzate in corso d’opera.
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