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Per il Giorno della Memoria
Mia madre aveva 10 anni quando, nel 1943, il governo italiano dichiarò gli ebrei “stranieri appartenenti a nazionalità nemica”. Iniziò, per lei e la sua famiglia, un tempo di fughe e nascondigli, con la paura di essere scoperti per la delazione di qualcuno e deportati. La peggior vita, però, era cominciata anni prima, con la promulgazione delle leggi razziali.
Cosa resta, oggi, di quegli anni?
Poco: la commemorazione in qualche occasione che però non fuga il rischio dell’oblio.
Perché la memoria non può essere solamente la celebrazione racchiusa in un momento, ma l’attitudine di viverla e farsene carico, giorno dopo giorno. E quotidianamente costruirla.
L’incontro, della durata di circa un’ora e mezza, prevede un primo momento di contestualizzazione storica degli eventi, e una successiva lettura teatralizzata di testi originali, brani letterari e testimonianze sulla persecuzione degli ebrei, con particolare attenzione al racconto della quotidianità che ha preparato la Shoah.
La lettura, richiedendo un’atmosfera intima, dovrebbe avere al max. 50 spettatori. Sarebbe preferibile poter usufruire di una stanza completamente oscurabile.
Per la Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado. |